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Quanto costa un impianto

Quanto costa un impianto dentale?

prima di poter calcolare il prezzo di una terapia implantare bisogna precisare alcuni concetti di base ben conosciuti a chi opera come implantologo ma poco chiari a chi si rivolge a noi perché gli mancano uno o più denti:

1. Cos’è un impianto dentale

Quando si parla di impianto dentale si tratta di solito di una vite in titanio (colore grigio) oppure in ossido di zirconio (colore bianco) con una superficie particolare che permette la cosiddetta osteo-integrazione ovvero l’osso cresce dintorno creando un contatto diretto con l’impianto tale da rendere l’impianto stabile e resistente.

la parte nell’osso viene poi prolungata fuori dalla gengiva con un moncone sul quale si fissa il dente. a seconda della situazione si utilizzano dei provvisori per un periodo di qualche mese in modo da abituare l’osso e la gengiva alla presenza del dente nuovo prima di posizionare il dente definitivo di solito in ceramica.

2. Chi può posizionare un impianto nell’osso della mascella o della mandibola

Per posizionare in modo sicuro un impianto nell’osso bisogna conoscere bene l’anatomia specifica e le caratteristiche dell’osso nelle varie zone del cavo orale, inoltre bisogna conoscere bene la sistematica implantare scelta e lo strumentario dedicato per la preparazione del sito implantare e l’inserimento dell’impianto, nonché della vasta componentistica protesica indispensabile per completare la terapia.

Quindi solo i medici dentisti, odontoiatri e chirurghi maxillo facciali con una formazione specifica in implantologia possono operare come implantologo.

Per posizionare in modo sicuro un impianto nell’osso bisogna conoscere bene l’anatomia specifica e le caratteristiche dell’osso nelle varie zone del cavo orale, inoltre bisogna conoscere bene la sistematica implantare scelta e lo strumentario dedicato per la preparazione del sito implantare e l’inserimento dell’impianto, nonché della vasta componentistica protesica indispensabile per completare la terapia.

Quindi solo i medici dentisti, odontoiatri e chirurghi maxillo facciali con una formazione specifica in implantologia possono operare come implantologo.

3. Quali sono i rischi e come si possono prevenire

Ogni intervento anche il più semplice comporta dei rischi:

oltre ai rischi connessi all’utilizzo dell’anestesia locale o generale.

l’inserimento di un impianto può comportare lesioni alla strutture vicine al sito implantare come il nervo mandibolare, il seno mascellare ,la base del naso, dei vasi sanguini, dei denti vicini ect.

Con le immagini tridimensionali create dalle TAC cone beam a bassa radiazione la pianificazione dell’impianto è diventata molto sicura e la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di forme e misure permette oggi di ridurre questi rischio a un minimo,

ci possono essere reazioni averse a causa di malattie generiche come il diabete oppure dei problemi legati a una terapia farmacologica p.e. con anticoagulanti che comportano un maggior rischio di emorragia oppure la terapia dell’osteoporosi con i cosiddetti bifosfonati che disturbano la guarigione ossea del cavo orale.

Per prevenire le complicanze bisogna conoscere bene la storia clinica e la situazione attuale della salute generale di chi ha bisogno di un nuovo dente, spesso contattiamo il medico curante per consultarci su come gestire meglio la situazione.

4. Il temuto rigetto esiste ancora?

oggi quasi tutti gli impianti in commercio hanno caratteristiche tali da essere accettati dal nostro osso senza reazioni di rigetto, al contrario l’impianto non viene riconosciuto come corpo estraneo e l’osso lo ingloba completamente.

 Comunque è possibile che la guarigione sia disturbata per qualche motivo e in rari casi l’impianto non si attacca e deve essere rimosso, ma normalmente il problema si risolve sostituendo l’impianto con un’altro.

5. Quali sono le difficoltà da superare per una buona riuscita della terapia implantare nel breve e nel lungo periodo?

Per mettere un impianto abbiamo bisogno di osso, se l’impianto deve supportare un carico notevole come nella zona dei molari di un uomo muscoloso di una certa stazza anche la misura dell’impianto deve essere adeguata, in una donna esile e magrolina avremo verosimilmente un carico minore da supportare e quindi potrebbe bastare anche meno osso per mettere degli impianti di dimensioni più piccoli. Nei casi di edentulia totale con la necessità di ripristinare un arcata intera questo concetto di individualizzare sia il numero di impianti sia la misura in base alla qualità ossea e in base al carico risulta ancora più importante .

Ogni volta che perdiamo un dente il nostro organismo si adatta alla nuova situazione con un atrofia dell’osso nella zona per mancanza del carico,questa tendenza all’atrofia continua per tutta la vita in previsione di mettere un impianto al posto del dente mancante noi mettiamo per regola del materiale riempitivo nell’alveolo in sede di estrazione per mantenere il volume della cresta ossea più favorevole possibile si parla di “socket preservation”

spesso riusciamo inserire subito un impianto direttamente nello spazio lasciato dal dente tolto e nei casi più favorevoli riusciamo mettere addirittura subito un nuovo dente oppure più denti immediati, parliamo di “carico immediato post-estrattivo” sostanzialmente il paziente fortunato esce dallo studio subito con un dente nuovo e con lo spazio nell’osso riempito dalla radice nuova quale l’impianto.

Nei casi più sfavorevoli si cerca di aumentare la quantità del osso con innesti e p.e. rialzi del seno mascellare nella zone dei denti laterali superiori.

Il rialzo del seno mascellare può essere eseguito in diverse maniere noi cerchiamo sempre di percorrere la strada meno invasivo dove possibile: a volte sfruttiamo lo stesso foro creato per posizionare l’impianto per spingere del materiale nel seno mascellare sfruttando l’effetto tenda della mucosa per creare dell’osso nuovo intorno al nostro impianto.

Potete immaginare quindi che per posizionare un impianto ci possiamo trovare di fronte a tante situazioni differenti: dal ragazzo giovane con un’agenesia ovvero la non formazione di un singolo dente e con una quantità di osso abbondante alla signora di una certa età completamente senza denti e con pochissimo osso residuo a disposizione.

In questo caso non possiamo fare meno della programmazione computerizzata con la sovrapposizione del progetto dei nuovi denti alla TAC tridimensionale nell’ambito di una valutazione completa dell’estetica del sorriso nonché del profilo facciale. Aiutandoci poi durante l’intervento con delle dime prefabbricate per inserzione precisa dei nostri nuovi denti.

Con questa implantologia computer guidata riusciamo garantire un risultato di tutto rispetto.

6. quindi il prezzo della terapia implantare è dato dai seguenti fattori:

  • il tempo di progettazione
  • la durata dell’intervento
  • il tipo di intervento
  • la componentistica utilizzata
  • il materiale e la tecnica utilizzata per la realizzazione del manufatto protesico

Ogni caso è diverso con delle caratteristiche individuali che devono essere valutati e presi in considerazione per la scelta del metodo e quindi anche per il calcolo del costo.

Per sapere quanto devi investire per ripristinare i denti che ti mancano con l’implantologia dobbiamo fare prima una diagnosi accurata in modo da poter preparare un preventivo personalizzato.

Voliamo essere certi di poterti offrire un risultato di qualità al prezzo giusto.

 

Chiama pure lo 040 763311 per ulteriori informazioni.

Dottor Thomas Fischer

Dottor Thomas Fischer

Autore dell’articolo, il Dottor Thomas Fischer, Titolare dello studio.

Laurea in odontoiatria e protesi dentarie all’Università Regensburg Dottorato in odontoiatria con la tesi: Die Parodontalbehandlung mit dem Er:YAG Laser im Vergleich zu Scaling und Root-Planing”conseguito all’Istituto per Laser in Medicina (ILM) dell’Università di Ulm 30 anni di esperienza clinica ha frequentato e continua frequentare corsi di perfezionamento nei vari campi dell’odontoiatria.

Master in gnatologia con la tesi:
Valutazione Sincromiografica del trattamento con placche di riposizionamento dell’incoordinazione condilo-discale, conseguito presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

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